B) LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRIA: LIBRI E PUBBLICAZIONI
LAPIS, LAPIDIS. MATERIALI E PROGETTI PER LO STUDIO DELLE EPIGRAFI ROMANE DI ASCOLI PICENO
di Giuseppina Imperatori, Teresa Piermarini, Darma Ricciotti, Fabio Rosei, Samantha Tarquinio, ED. LIBRATI 2008
“L’insegnamento della storia nella scuola costituisce, come si sa, un momento formativo di grande importanza; tuttavia, perché esso sia efficace e raggiunga gli obiettivi non bastano, da sole, le moderne tecniche di didattica: è necessario invece che si verifichi un concorso di fattori.
Si inquadra in tale problematica la raccolta di materiale didattico per l’insegnamento della storia romana qui offerta da alcuni insegnanti di Ascoli Piceno. L’idea è quella di propiziare e arricchire l’approccio alla storia romana utilizzando fonti epigrafiche di provenienza locale, in questo caso dall’antica Asculum Picenum. Le iscrizioni sono - come è noto - fonti di importanza fondamentale per la conoscenza e la ricostruzione storica del mondo antico: l’iniziativa perseguita attraverso questa raccolta di materiali elaborati per l’insegnamento appare pertanto quanto mai centrata.
Essa presenta del resto diversi aspetti positivi che meritano di essere sottolineati: favorisce il contatto diretto con reperti antichi, suggerisce l’idea che la storia non è qualcosa di libresco e lontano, consente di acquisire conoscenze sulla storia del proprio territorio. D’altra parte le epigrafi romane, alcune in particolare, offrono informazioni che documentano sia aspetti di storia locale, sia la storia romana vera e propria. Basti un esempio: le iscrizioni ascolane del periodo imperiale sotto Tiberio. Per questo l’esperimento, o meglio, l’iniziativa attuata con grande impegno, ma anche con non poca fatica, dai colleghi Giuseppina Imperatori, Teresa Piermarini, Darma Ricciotti, Fabio Rosei e Samantha Tarquinio di Ascoli Piceno, ci pare quanto mai apprezzabile.
L’augurio è che essa dia i risultati che ci si deve attendere”.
(Prof. Gianfranco Paci, Ordinario di Epigrafia Romana – Università degli Studi di Macerata)