Archivi per la categoria ‘SCUOLA’

I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA

giovedì, 25 febbraio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 24 febbraio 2010 (Chiara Saraceno)

Richiama l’attenzione dei lettori sulla cura dimagrante, in termini di finanziamenti, della scuola pubblica l’articolo di Chiara Saraceno su LA REPUBBLICA del 24 febbraio. A essere interessati dai tagli sono orari, offerta formativa, pulizia e manutenzione, materiali didattici, sostituzioni in caso di assenza, nella scuola dall’obbligo all’Università e anche nella scuola materna: così, a prescindere dalla buona volontà, dall’impegno e dalla competenza professionale dei singoli insegnanti, il servizio risulta, a partire dalle condizioni materiali, di bassa qualità.

Squalificata e priva di risorse, la scuola pubblica, come crede la Saraceno, sta arrivando al capolinea?

BRUCIA MAESTRO BRUCIA

lunedì, 15 febbraio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 14 febbraio 2010 (Anais Ginori; Marco Lodoli)

Quanto può essere difficile insegnare oggi, nella Scuola francese e in quella italiana? Molto, almeno a giudicare da due articoli apparsi nell’inserto LA DOMENICA di REPUBBLICA del 14 febbraio. Se Anais Ginori ci parla infatti di un ospedale psichiatrico a La Verrière, alle porte di Parigi, che accoglie e cura insegnanti sottoposti a uno stress ormai insopportabile, Marco Lodoli si sofferma a descrivere le “trappole della vita da prof”.

Gli inglesi hanno inventato il termine “burn-out” per definire una sindrome che colpisce, oltre a medici, infermieri e vigili del fuoco, anche i professori, bruciati dal mestiere più importante e difficile: la trasmissione dei saperi. Lo psichiatra Daniel Rechtman osserva che gli insegnanti sono diventati il capro espiatorio al quale attribuire tutto quello che non piace della società, e lamentano la perdita di autorevolezza nei confronti delle famiglie: la scuola non è più un universo protetto, ma un microcosmo in cui deflagrano i problemi, le contraddizioni, i drammi del mondo.

Marco Lodoli senza mezzi termini parla di “trappole”. “Per alcuni, per molti, è una tragedia. Non riescono più a trovare un senso in quello che fanno, nessuno li garantisce (…). Parlano e nessuno li ascolta, e a poco a poco la voce si affievolisce, ogni sicurezza si spegne: si sentono inutili, incapaci, ridicoli. (…) Li assale il timore di non essere più in grado di svolgere il programma, da ogni parte viene loro chiesto di essere brillanti, seducenti, carismatici per conquistare l’attenzione degli studenti, e invece hanno l’impressione di predicare sempre più flebili nel deserto o in una bolgia infernale”. Un disagio che poi, come se non bastasse, si scontra con un vecchio pregiudizio, quello di essere dei privilegiati, con il posto fisso, un buono stipendio e le lunghe vacanze estive.

Non c ’è più niente da perdere, quindi, per chi fa scuola? Aiuta a guardare avanti per il futuro sempre Lodoli, con la sua visione dell’insegnamento: “In fondo si tratta di stare con i ragazzi, energia viva, in un teatro scalcinato che ogni giorno ripete la sua commedia, ma che ogni giorno è diverso”.

 

 

 

 

 

COMUNICARE E DIVULGARE L’ANTICHITA’

venerdì, 12 febbraio 2010

Avrà inizio giovedì 18 febbraio 2010 il ciclo di conferenze organizzato ad Ascoli Piceno, presso il Palazzo della Comunicazione in Piazza Roma, dal Liceo Ginnasio “Stabili – Trebbiani” e dal Liceo Scientifico “A. Orsini” in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, il Museo Archeologico Statale e la Libreria Rinascita.

Qui di seguito il programma degli incontri, con i relativi relatori:

Giovedì 18 febbraio 2010 ore 17,00: Prof. Alighiero Massimi: “Piceni – Picentes”; Dott.ssa Cristiana Capretti, Archeologa: “L’Antiquarium di Castrum Truentinum di Martinsicuro. Proposte didattiche per un’integrazione scuola – museo”;

Giovedì 25 febbraio 2010 ore 17,00: Prof. Marco Ritrecina, Dottorando di Ricerca archeologica presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma: “Vanitas vanitatum et omnia vanitas (Liber Ecclesiastes, I,2) – Il ruolo e il rango nelle comunità della 1° Età del Ferro in ambito medio-adriatico”; Ida Partenope, insegnante Scuola Elementare “G. Rodari”: “I Piceni: le nostre radici, le emozioni ritrovate”;

Giovedì 4 marzo 2010 ore 17,00: Prof. Livio Zerbini, Docente di Storia Antica e Storia Romana presso l’Università degli Studi di Ferrara: “Comunicare e divulgare l’Antichità”;

Giovedì 11 marzo 2010 ore 17,00: Prof. Enrico Giorgi, Responsabile Laboratorio di Topografia del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna: “Ascoli e il suo territorio attraverso l’archeologia. Il progetto didattico dallo scavo al Museo”;

Martedì 16 marzo 2010 ore 17,00: Prof. Ivo Mattozzi, Docente di Metodologia e Didattica della Storia presso l’Università di Bologna: “Insegnare storia con i beni culturali”;

Giovedì 25 marzo 2010 ore 16,00: Prof. Gianfranco Paci, Docente di Epigrafia Latina, Metodologia della Ricerca storica antica e di Storia di Roma e del Mediterraneo Antico presso l’Università di Macerata: “Il miliario di Porchiano: aspetti storici e topografici”; Dott.ssa Nora Lucentini, Direttrice del Museo Archeologico  di Ascoli Piceno: “I rinvenimenti di Palazzo Pacifici ad Ascoli Piceno”.

SENZA GEOGRAFIA E’ IMPOSSIBILE FORMARE ITALIANI CONSAPEVOLI

martedì, 2 febbraio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 1 febbraio 2010 (Maria Novella De Luca; Ilvo Diamanti)

Sarà in discussione nei prossimi giorni al Consiglio dei Ministri il disegno di riforma della scuola secondaria superiore, che vedrà una forte penalizzazione, se non una vera e propria cancellazione, della geografia.

Ilvo Diamanti sulle pagine de LA REPUBBLICA del 1 febbraio confessa le proprie perplessità in proposito e ricorda, a chi non lo rammentasse, che dimenticare la geografia illudendosi che non ce ne sia bisogno significa dimenticare la nostra storia; e, concludendo il suo articolo, si dichiara certo di un ripensamento da parte del Governo. Ad ogni modo i docenti italiani hanno deciso di lanciare un appello affinché il ministro Gelmini riveda la sua riforma, dal momento che, come dice Gino De Vecchis, presidente dell’Aiig -l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia -, ”senza geografia siamo tutti più poveri, perché la formazione di un cittadino passa anche attraverso questa materia, che è la scienza dell’umanizzazione del pianeta Terra…”.

E’ possibile rispondere all’appello e firmare contro i tagli che rischiano di espellere per sempre la geografia dall’insegnamento sul sito nuke.luogoespazio.info. 

IL RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA IVANO DIONIGI HA INAUGURATO L’ANNO ACCADEMICO

domenica, 31 gennaio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 29 gennaio 2010 (Corrado Augias)

Nella sua rubrica di lettere su LA REPUBBLICA, rispondendo a un lettore che si lamentava della scarsità dei fondi su cui può contare la Scuola, lo scorso 29 gennaio Corrado Augias ha riportato uno stralcio del discorso di inaugurazione dell’anno accademico 2009-2010 tenuto all’Università di Bologna dal nuovo rettore Ivano Dionigi. Eccone il testo:

“Noi professori, mediatori del sapere, gelosi della libertà di pensiero, estranei all’intrattenimento e allo spettacolo, dobbiamo spiegare ai più giovani la bellezza e la durezza della realtà, dello studio, del lavoro, della vita: il discrimine tra vacanza e lavoro, tra ricreazione e impegno, tra “stare al mondo e vivere” (Seneca). Oltre il “doxa” (“così pensano tutti”) c’è l’episteme, cioè il sapere scientificamente fondato. Noi vogliamo formare cittadini e non solo “utili impiegati” (Nietzsche). Questo significa essere Maestri. Sappiamo tutti che un nostro atteggiamento errato o corretto può essere decisivo per la vita di uno studente: una sua scelta fortunata o fallimentare. Nei nostri rapporti, al di là dei ruoli, delle differenze, della usurante quotidianità, della fatica di vivere, in gioco c’è sempre un individuo, un miracolo vivente”.

Un promemoria che tutti coloro che insegnano dovrebbero conservare gelosamente.

IL DOTTOR RENZO ROIATI SVELA I SEGRETI DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO AD ASCOLI PICENO

giovedì, 28 gennaio 2010

Ieri 27 gennaio alle ore 18,00, in una particolarmente gremita sala dei Savi di Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno, l’Istituto Superiore di Studi Medievali della città e la locale delegazione del FAI hanno presentato l’ultima fatica letteraria del dottor Renzo Roiati, dal titolo “Sui portali della chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno”. Il non facile compito di illustrare i pregi del volume è andato all’illustre professore Alighiero Massimi, che si è soffermato soprattutto sul rapporto dialettico che lega, sul piano della simbologia, i segni iconografici del portale principale della chiesa con il monumento a papa Giulio II posto sul lato che dà su Piazza del Popolo.

E’ unito al libro un cd-rom a cura di Teresa Piermarini e Fabio Speranza, elaborato dalle Guide del Liceo Classico “Stabili-Trebbiani” che partecipano al Progetto Agorà, un laboratorio extracurriculare mediante il quale si acquisiscono le conoscenze, le competenze e le capacità per fare da apprendisti ciceroni ai gruppi di studenti di altre scuole che vogliano entrare in contatto con il patrimonio storico-artistico della città di Ascoli; apprendisti ciceroni che collaborano anche con il FAI per l’apertura dei monumenti in occasione delle Giornate di Primavera organizzate ogni anno dall’ente.

MEMORABILIA. IL MAESTRO POETA GIORGIO CAPRONI

sabato, 23 gennaio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 17 gennaio 2010 (Paolo Mauri)

Il 22 gennaio 1990 moriva a Roma il poeta, critico letterario e traduttore Giorgio Caproni. Nella sua poesia cantò soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e la città natale, il viaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimenti; dall’iniziale rispetto di forme metriche tradizionali, come il sonetto, sempre sapientemente lavorato, passò poi all’utilizzo di una forma metrica spezzata, esclamativa, che rispecchiava il suo animo sconvolto dall’assurdità dell’esistenza.

Paolo Mauri in un articolo su LA REPUBBLICA del 17 gennaio 2010 ricorda la sua attività come maestro elementare, esperienza che tra gli scrittori lo mette al fianco di Leonardo Sciascia e Lucio Mastronardi. A scuola non seguiva un metodo di insegnamento particolare; semplicemente metteva in gioco se stesso con intelligenza, cercando di entrare in sintonia con le classi e di catturare l’attenzione e la complicità dei ragazzi ponendosi al loro livello, consapevole che insegnare è un’arte. Così facendo divenne la disperazione dei direttori didattici, tutti intenti a far rispettare in modo rigido le norme della burocrazia scolastica.

In cattedra per gli ultimi, resta sostanzialmente il maestro dei ragazzi poveri: da socialista qual era, si mostrava interessato soprattutto al riscatto dei più disagiati. Una lezione di grande umanità.

L’INTEGRAZIONE COMINCIA DALLA SCUOLA

domenica, 10 gennaio 2010

Fonte: LA REPUBBLICA, 9 gennaio 2010 (Francesco Merlo)

A proposito della delicata  – più che mai in questi giorni – questione dell’integrazione degli stranieri, “dove possono imparare a diventare italiani, se non a scuola?”, si e ci domanda Francesco Merlo su LA REPUBBLICA. E la risposta è presto data. “Tutti sanno che è fatta di scuola l’Unità d’Italia che andiamo a celebrare. (…) Ebbene, se l’Italia l’abbiamo fatta a scuola è ancora a scuola che rifaremo o disfaremo l’Italia. E’ la scuola che deve rivedere l’identità nazionale, adattare la storia, la geografia, la lingua e la religione nell’epoca delle grandi migrazioni, del meticciato, della contaminazione. Unità d’Italia significa aprire e non chiudere la scuola alle lingue degli immigrati, alle loro culture e alle loro religioni. Solo la scuola può dirozzarci tutti (…)”. Quindi sembrerebbe che la soluzione del problema sia affidata a maestri e professori; ma in realtà gli insegnanti “sono umiliati”. Purtroppo, fa in definitiva notare Merlo, i conti non tornano.

VA ISTITUITO UN CONSIGLIO SUPERIORE DELLA LINGUA ITALIANA?

giovedì, 24 dicembre 2009

Fonte: LA REPUBBLICA, 22 dicembre 2009 (Stefano Bartezzaghi)

A proposito del ritorno in Parlamento della proposta di istituire un Consiglio Superiore della Lingua Italiana per proteggere il nostro idioma e inserirlo nella Costituzione, Stefano Bartezzaghi fa notare che esso potrebbe funzionare solo come luogo di analisi e proposte in appoggio a ciò che la scuola e le altre istituzioni culturali fanno già, tra mille difficoltà; difficoltà che nascono principalmente dall’idea che possa restare in piedi solo ciò che è sul mercato e produce direttamente reddito. In realtà però “una società che non investa sulla scuola e sulla cultura è come una persona che smetta di lavarsi, dal momento che lavarsi è una perdita di prezioso tempo lavorativo e non produce nulla né “crea valore”. E una persona del genere, si e ci domanda Bartezzaghi,  riterremmo che sia sana?

SILVII BERLUSCONI VERSIO LATINA

venerdì, 20 novembre 2009

A proposito della questione relativa alla professoressa Angela Di Nanni, accusata dal quotidiano IL GIORNALE di essere una militante di sinistra per aver proposto ai suoi alunni un brano in latino sulle vicende giudiziarie del premier - questione di cui PHAROS – IL FARO DI ALESSANDRIA si è occupato lo scorso 17 novembre -, sul sito del giornale in rete EPHEMERIS il 18 novembre è apparso questo chiarimento:

“Si (…) articulum (…) legeritis, nullam opinionem ibi aperte expressam invenietis: nuntius tantum diei illius narratur, Ephemeridis more”.

Un’ulteriore presa di posizione a favore della professoressa pugliese.