Non si tratta di un prequel del capolavoro orwelliano 1984, ma di un agile volume mediante il quale è possibile ripercorrere le tappe fondamentali di un anno straordinario, in cui il mondo è cambiato: 1969. Tutto in un anno, di Paolo Conti, Editori Laterza, 2009. Grazie alle dodici parti in cui è diviso il libro, ognuna dedicata a un mese (Jan Palach accende un fiammifero; Università occupata; Scompare Ermanno Lavorini; Rivolta nelle carceri; Easy Rider, Rosemary’s Baby e gli altri; Lisa dagli occhi blu; La notte della Luna; Prima e dopo Woodstock; L’Autunno caldo; Le parole tra noi leggere; Arriva il divorzio; Piazza Fontana), l’autore – inviato speciale del Corriere della Sera - offre l’occasione di riprendere in considerazione i momenti salienti del capitolo conclusivo degli anni Sessanta, troppe volte messo in secondo piano dal suo illustre predecessore, il Sessantotto: un anno fatidico, aperto in Cecoslovacchia dall’atto di eroismo di uno studente, divenuto nel suo Paese simbolo della resistenza antisovietica, e chiuso in Italia dal primo atto della Strategia della Tensione.
Una lettura consigliata a tutti, ma doverosa per chiunque nel 2009 abbia festeggiato i suoi primi quarant’anni.