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Archivi per la categoria ‘NOCTES ROMANAE’

ROMA: IL COMPRENSORIO DI MEZZOCAMMINO DEDICATO ALLA NONA ARTE

martedì, 17 novembre 2009

Fonte: www.mezzocammino.it; www.afnews.info/

La città di Roma, sensibile a ogni forma d’arte, dedica un intero quartiere, il Comprensorio Torrino Mezzocammino, a uno dei fenomeni artistici del Novecento: il Fumetto. Il 20 novembre 2009 infatti, alle ore 16:00, alla presenza delle Autorità si inaugura un arredo urbano decisamente particolare: qui, dove le strade sono dedicate ai grandi creatori del Fumetto Italiano, l’estesa (40 ettari) area verde denominata ”Parco dei Fumetti” vedrà posizionata a ogni ingresso una china di ferro raffigurante i più famosi personaggi dei comics italiani, le scuole avranno nomi di personaggi dei fumetti, e in uno dei punti principali, cioè la Piazza Andrea Pazienza – anch’essa inaugurata per l’occasione -, verranno collocati dei pannelli mosaicati di fotoceramica con i principali protagonisti di carta. Insomma, un panorama davvero niente male. Lodevole iniziativa che meriterebbe una gita ad hoc, se non altro per farsi una foto con lo sfondo ammiccante dei propri eroi preferiti.

MEMORABILIA. LUIGI MALERBA

giovedì, 8 ottobre 2009

Fonte: LA REPUBBLICA, 7 ottobre 2009 (Umberto Eco)

In occasione delle due giornate di studio su Luigi Malerba organizzate dalla Casa delle Letterature di Roma Umberto Eco ha letto un suo ricordo dedicato all’autore di Salto mortale. Un testo ricco di osservazioni puntuali, in cui tra l’altro a proposito della metanarratività dello scrittore si dice: “L’autore postmoderno, nel distruggere il racconto che sta raccontando, mette in opera molte strategie metanarrative che al limite fanno dell’intero racconto un discorso su se stesso – come accade col Serpente, dove alla fine ci si accorge che il romanzo intero altro non è che il rapporto steso dal protagonista inattendibile per un funzionario di polizia. La metanarratività non è esclusiva del postmoderno: anche Manzoni ne I Promessi Sposi ha molti interventi metanarrativi nei quali discute del suo romanzo e dei suoi lettori. Ma la metanarratività postmoderna si presenta in modo ironico, mettendo decisamente a repentaglio la narrazione di cui sta parlando”.

DIABOLIK ED EVA KANT IN MOSTRA A ROMA

venerdì, 11 settembre 2009

Fonte: IL CORRIERE ADRIATICO, 13 luglio 2009

Roma

Ormai agli sgoccioli – chiuderà il prossimo 13 settembre - la mostra “Diabolik Eva Kant – Una vita vissuta diabolikamente”. Allestita dalla Provincia di Roma nello storico Palazzo Incontro della capitale (via dei Prefetti 22), organizzata da Civita in collaborazione con la casa editrice Astorina e curata da Vincenzo Mollica, attraverso immagini, gadget e pezzi da collezione ha raccontato a partire dal 13 luglio quasi cinquant’anni di storia di un cattivo vincente, amato da tanti ma anche tanto osteggiato e criticato negli anni Sessanta, così da essere più volte denunciato e processato. Troppo moderno il Re del Terrore per i costumi di quell’epoca, e soprattutto troppo emancipata la sua donna, con i suoi abiti talora addirittura considerati osceni. Tre piani del palazzo dedicati a Diabolik e alla sua bellissima e sinuosa compagna Eva Kant, complice nella vita come nelle avventure: una full immersion nel mondo della fantasia dove le storie lette sembrano diventare vere.

LA SPLENDIDA ROMA DI LATTUADA, COSI’ PROVINCIALE, COSI’ UNIVERSALE

lunedì, 6 luglio 2009

Fonte: IL MESSAGGERO, 5 luglio 2009

Nella sua rubrica UMORI & MALUMORI  su  IL MESSAGGERO del 5 luglio 2009 Alberto Bevilacqua ricorda il regista Alberto Lattuada, e riporta le sue confessioni su Roma. “Di questa città, dico: - Nec tecum nec sine te vivere possum -, non posso vivere né con te né senza di te. Questo amore-odio catulliano è tipico del mio personale rapporto con Roma. Prendiamo un granello di odio. Può trovarsi in tutto il mondo un qualunque portiere, usciere, uomo al soldo della burocrazia, che apostrofi il cittadino con due sillabe più irritanti del romano “diga“? La traduzione di questo colpo di bastone sulla testa del visitatore è la seguente: “Cosa vuole questo seccatore? Come osa entrare in questo palazzo? Chi me lo ha fatto fare di scegliere questo lavoro? Perché l’impero romano è scomparso prima che io nascessi?…Ma se poi il sole tramonta con nuvole sparse fuggenti davanti al vento marino dietro le palme di Trinità dei Monti, se il cielo e i suoi colori sono quelli chimerici dell’Oriente che si stende sotto la passeggiata del Pincio, allora il “diga” è presto dimenticato. Anche davanti al Mosè, o nelle tenebre delle catacombe, tra le colonne del Bernini, nelle piazzette vicine a Panico o Tor Margana, eccetera, la città ti incanta con occhi leggeri quasi indifferenti, da nobile ricco. Allora la parlata fiacca del romano può diventare carezzevole e l’umorismo esplodere con la superbia dell’intelligenza…(…) E allora perché non darsi del tutto a questa magna mater? E’ il sospetto di venire mangiato da un essere misterioso, saturnino, che ha il pericoloso magnetismo immobile del serpente? Roma è provinciale e insieme universale. Il mondo non cessa di stupirsi. Questi colli sono fatali.”