Fonte: IL CORRIERE ADRIATICO, 31 agosto 2009 (Filippo Ferretti)
Ascoli Piceno
Restyling per la Fortezza Pia, l’antica struttura difensiva ubicata in cima al Colle Pelasgico che ha contraddistinto la città nel corso dei secoli, proteggendola dagli innumerevoli attacchi nemici e contribuendo a farla sopravvivere fino ad oggi. Il restauro è iniziato lo scorso mese di luglio attraverso i primi interventi di pulizia e di stuccatura delle mura romane che contengono l’ex roccaforte e, a breve, prevede il completamento di alcuni selciati posti all’ingresso e la rimozione di sterpaglie, rifiuti e di tutto ciò che ha reso inaccessibile negli ultimi decenni l’interno della fortificazione. L’ultima volta che la Fortezza Pia fu trasformata in un luogo pubblico fu nell’estate 1984, quando fu sede di una affollatissma discoteca all’aperto operativa per tutta la bella stagione per opera dell’Arengo. Il progetto attuale, realizzato dall’Amministrazione Comunale grazie ai fondi della Fondazione Carisap, dovrebbe vedere terminare il ripristino entro il mese di novembre e poi restituire alla città la Fortezza, da molto tempo lasciata al più completo abbandono e alla mercé di vandali e di tossicodipendenti. I lavori, dal costo di 280000 euro, sono eseguiti dalla ditta di costruzioni “Scarpetti” e finalizzati ad essere un indispensabile primo passo verso la riqualificazione completa di una delle zone più suggestive di Ascoli Piceno, per restituirla poi al flusso turistico.
La rocca fu eretta nel XVI secolo sui resti e sul tracciato dell’antichissimo Cassero costruito dai Piceni, e nel corso dei secoli venne più volte seriamente danneggiata. Il complesso originario, distrutto da Pompeo Strabone, fu riedificato dai Romani, anche grazie ad un collegamento con le fortificazioni di Porta Romana tramite un camminamento ricavato nella doppia cerchia di mura. Smantellato dai Longobardi, fu riedificato dal Comune nel 1195 per essere nuovamente abbattuto da Federico II. Nel 1560, fu papa Pio IV a ordinarne la ricostruzione a causa dello stato di grande turbolenza che regnava tra la popolazione: un assetto che è quello che ancora oggi vediamo, e a cui risale il nome. Della fortezza in questi giorni non restano che le solide muraglie verso nord e i bastioni, tra i quali si apre il caratteristico tozzo portale, a bugne, con una scritta in latino.